Imoco Volley Conegliano

LA RICETTA DI TERRY ROSINI, PREPARATORE FISICO, PER LA LUNGA PAUSA PRIMA DEI PLAY OFF DELL’IMOCO VOLLEY

rosini
Da sabato 12 marzo, data dell’ultima partita giocata dall’Imoco Volley a Scandicci, fino a metà aprile quando inizieranno i play off, ci sarà una sola (ed ininfluente) partita ufficiale a Firenze per le Pantere, che quindi avranno un avvicinamento “soft” alla parte cruciale della stagione, mentre le altre contendenti avranno in mezzo impegni tosti come le finali di Coppa Italia e Champions.
Quindi chi meglio di Terry Rosini, preparatore atletico dell’Imoco Volley (lo scorso anno all’ Eczacibasi Istanbul in Turchia con la fantastica accoppiata Champions e Mondiale per Club), ci puo’ spiegare il programma di avvicinamento ai play off delle Pantere per raggiungere il top fisico nella post season?
“Per il mio lavoro un mese così è l’ideale, c’è tempo per lavorare e prepararsi fisicamente al meglio per i play off. Ovvio che avremmo preferito avere l’impegno di Coppa Italia, ma vedremo di trasformare questa eliminazione in un vantaggio per affrontare al meglio i play off.
Questa settimana dopo i tre giorni di riposo post Scandicci che sono serviti a tutte per ricaricare le pile e staccare un po’, stiamo lavorando con carichi molto intensi, è la settimana più dura, poi alleggeriremo progressivamente per arrivare con la giusta brillantezza alla fase decisiva della stagione. Il problema maggiore sarà il ritmo-partita, ma quello cercheremo di tenerlo vivo con un paio di amichevoli.”

Una stagione un po’ strana, con le nazionali arrivate pochi giorni prima del campionato, poi la lunga pausa natalizia e ora questo mese con una sola partita:
“Per le squadre di alto livello è abbastanza normale iniziare il campionato con le giocatrici appena arrivate dalla nazionale, basta valutare le loro condizioni all’arrivo e poi cercare di evitare il più possibile l’inevitabile calo di novembre. L’anomalia è stata la lunga pausa di Natale, ma per noi poi è stato un gran vantaggio non avere avuto le coppe e le trasferte internazionali, anche perchè con cinque atlete su sette titolari che praticamente da tutto l’anno non si fermano sarebbe stato obbligatorio il turn over. Non giocare le coppe ci ha permesso di evitare il turn over e ci ha avvantaggiato nella gestione fisica della regular season.”
Con quattro nazionali USA in squadra, avete concordato con il Team USA tabelle particolari per le americane, visto anche l’impegno olimpico?
“Con due di loro (Easy e Glass) avevo già lavorato in passato, in generale c’e’ massima fiducia e grande disponibilità da parte di tutte, ma non solo delle americane, tutto il gruppo è stato ottimo. Il mio metodo di lavoro è diverso da quello che fanno con la nazionale, ma anche gli obiettivi sono diversi e le ragazze lo sanno e sono determinate a fare bene qui, per poi quest’estate concentrarsi sull’Olimpiade, ma per adesso il loro focus è tutto sull’Imoco.”
Problematiche fisiche particolari a livello individuale in questa stagione?
“Siamo stati abbastanza fortunati, a parte il costante monitoraggio su Arrighetti che ha avuto due mesi di stop per la schiena, la stagione è stata abbastanza tranquilla. Ovvio che, in collaborazione con lo staff dei fisioterapisti del centro Kinè, ogni atleta va seguita in modo particolare per le sue attitudini o vecchie problematiche, ad esempio Rachael (Adams) lo scorso anno ha avuto un infortunio abbastanza serio agli addominali e quindi va controllata, Serena (Ortolani) quest’estate ha fatto un durissimo lavoro per eliminare i problemi di crampi che la affliggevano nei play off dell’anno scorso, senza contare ovviamente che una veterana come Barazza ad esempio si deve allenare in modo diverso e con carichi diversi rispetto a ragazzine come De Bortoli o Nicoletti, ma abbiamo tutto sotto controllo.”
Anche perchè c’e’ un grande interscambio di collaborazione con lo staff tecnico:
“Si, l’interazione con il coach è fondamentale e con Davide Mazzanti ci troviamo molto bene anche se è la prima volta che lavoriamo insieme, si è creata una collaborazione e un’intesa ideale. Per me la preparazione fisica non sono solo le due sedute di pesi settimanali, ma gran parte del lavoro si fa sul campo, concordando insieme all’allenatore i ritmi dell’allenamento. Ci sono delle giornate in cui si salta di piu’, altre in cui si curano altri aspetti, e poter coordinare l’attività fisica con quella tecnica è molto importante. Da questo punto di vista la comunicazione con Davide e’ ottima e nel rispetto dei ruoi e delle esigenze della squadra ritengo sia un metodo di lavoro ideale per questo sport.”

foto Moriella: Rosini al lavoro con Kelsey Robinson